programma settimanale

Riprendono le proiezioni ad Artè a Capannori. Il programma delle prime settimane

Sabato 14 ottobre riprende la programmazione del cinema Artè di Capannori di cui Ezechiele gestisce l’attività in convenzione dal Comune di Capannori.  Le proiezioni si tengono nei giorni di sabato, domenica, lunedì e tutti i festivi e prefestivi. Il biglietto di ingresso intero è di 7 euro. Il ridotto è di 5 euro e ne hanno diritto i soci del Cineforum Ezechiele, i ragazzi nati dal 2008 in poi  e gli over 65 anni.

Sabato 14  e domenica 15 ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Lunedì 16 ottobre ore 21.00
Cinema Artè Capannori
APPUNTAMENTO AL PARCO
di Joel Hopkins – Gran Bretagna, 2017 – 102’ con Diane Keaton, Brendan Gleeson
Diane Keaton affianca Brendan Gleeson in Appuntamento al parco, commedia romantica ispirata alla storia vera del senzatetto “Harry the Hermit”. Donald Horner (Gleeson) è un uomo selvaggio e scostante, “residente” da 17 anni nel parco pubblico di Hampstead, a Londra. Così trascorre le sue giornate, nell’abitazione improvvisata con travi e tendoni nascosta tra gli arbusti, facendo il bagno nei laghetti o andando a pesca. Un giorno Emily Walters (Keaton), un’anziana vedova americana, si imbatte per caso nel vagabondo anticonformista, interrompendo goffamente la sua routine tra i boschetti. All’inizio diffidente, pian piano Donald inizia a coinvolgere Emily nella sua sgangherata esistenza, condivide con lei la stravagante visione della società e matura sentimenti profondi di amicizia e fiducia. La donna, dal canto suo, abbraccia i principi e le rivendicazioni dell’amico, schierandosi fieramente al suo fianco nella difesa della modesta costruzione.

Sabato 21 e domenica 22 ottobre ore 20.00 e ore 22.00
Lunedì 23 ottobre ore 21.00
Cinema Artè Capannori
UNA FAMIGLIA
di Sebastiano Riso – Italia, 2016 – 97’ con Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel
Il film racconta di una coppia – lui francese, lei romana, lui borghese, lei donna dal passato tormentato – che vivono mettendo al mondo figli che poi vendono a ricchi che non possono (o vogliono) averne. Ma questo rapporto borderline oltre il limite dell’abuso si comincia a incrinare quando lei vorrebbe tenersi il nuovo feto che ha in grembo. Scritto dal regista con Andrea Cedrola e Stefano Grasso, Una famiglia reinventa storie reali e atti processuali sul tema dell’utero in affitto e sul macro-tema della maternità attraverso un melodramma dal sapore ottocentesco.
“Se il cinema italiano emergente gioca sulla spontaneità, il naturalismo, il pedinamento e tutta una serie di derivazioni neorealistiche, Sebastiano Riso punta consapevole al mélo, alla tensione fosca, alla cupezza costruita di immagini, luoghi, personaggi e sentimenti. Se ci si passa il paragone, punta al cinema di Fassbinder (con le dovute differenze e distanze).
Come una sorta di Primo amore di Garrone con la gravidanza al posto dell’anoressia, Una famiglia sceglie di concentrarsi sul rapporto intimo ed estremo tra i due, partendo dai loro corpi e ampliandosi ai loro passati, al mondo che li circonda o li ha circondati: per farlo, Riso cerca soprattutto il lavoro di regia, la costruzione del ritmo ossessivo con cui far muovere la macchina da presa attorno ai due protagonisti (brava Micaela Ramazzotti, molto bravo Patrick Bruel), del rapporto viscerale tra personaggi e fisicità degli attori.” (M.Granata, cinematografo.it)

 

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