Al Cinema: Capannori

Ultima settimana di proiezioni ad Artè: ‘Corri ragazzo corri’ e l’omaggio a Francesco Rosi

Corri-ragazzo-corri_locandinaSabato 25 aprile ore 21.00
Cinema Artè Capannori – Prime visioni
CORRI RAGAZZO CORRI
di Pepe Danquart – Germania/Francia, 2013 – 108′ con Tandrzej Tkacz, Elisabeth Duda
Jurek ha circa nove anni quando fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dai fratelli e dai genitori per salvarsi dai nazisti, vivrà i durissimi tre anni che lo separano dalla fine della guerra nei boschi e nei villaggi vicino alla capitale. Imparerà a dormire sugli alberi e a cacciare per nutrirsi. Sopravvivrà ai gelidi inverni chiedendo ospitalità, contraccambiandola con manodo pera. In questo duro viaggio, Jurek incontrerà persone che lo aiuteranno ed altre che lo tradiranno ma non perderà mai la forza per andare avanti… Ingresso gratuito in collaborazione con il Comune di Capannori in occasione della Festa della Liberazione

Domenica 26 aprile ore 21.00
Cinema Artè Capannori – Il cinema di Francesco Rosi
LE MANI SULLA CITTA’
di Francesco Rosi – Italia, 1963 – 105′ con Rod Steiger, Salvo Randone
Un consigliere comunale napoletano, Eduardo Nottola (militante di un partito di destra) e costruttore edile è costretto a ritirarsi dalla vita politica per il crollo di una palazzina da lui costruita. Cambiato partito (si sposta al centro) riesce a farsi eleggere di nuovo e ad avviare un gigantesco progetto speculativo.
Il film conquistò il Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia suscitando molte polemiche. Rimane uno dei migliori esempi di cinema politico italiano, appassionante e non retorico, limpido ma non eccessivamente schematico. Versione restaurata a cura della Cineteca di Bologna – Ingresso con biglietto unico 5 euro

Lunedì 27 aprile ore 21.00
Cinema Artè Capannori – Il cinema di Francesco Rosi
SALVATORE GIULIANO
di Francesco Rosi – Italia, 1962 – 107′ con Frank Wolff, Salvo Randone
Salvatore Giuliano nel secondo dopoguerra forma un esercito separatista che vuole staccare la Sicilia dal resto dell’Italia. Tiene a lungo in scacco i carabinieri, semina il terrore sull’isola e si rende protagonista di molti fatti di sangue come la strage di Portella della Ginestra, quando spara sulla manifestazione dei lavoratori per la ricorrenza del primo maggio. Nel 1950 viene ucciso. Gaspare Pisciotta, ex-luogotenente di Giuliano, che lo ha denunciato, viene assassinato in carcere.Un classico del cinema politico, e il miglior film italiano sulla mafia: Rosi sceglie di frammentare la narrazione acanti e indietro, seguendo non la cronologia ma i complessi intrecci di causa-effetto tra gli avvenimenti. Giuliano non si vede mai: non è lui il protagonista del film, ma l’intreccio di interessi tra politica e criminalità nel dopoguerra. Serratissimo, con momenti di cinema cronachistico che diventa epico (le riprese della strage). Versione restaurata a cura della Cineteca di Bologna – Ingresso con biglietto unico 5 euro

Info: 3477377003

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