programma mensile programma settimanale

Il programma del Cineforum Ezechiele di gennaio e febbraio 2024

Martedì 16 gennaio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Prime visioni
ANATOMIA DI UNA CADUTA

di Justine Triet – Francia, 2023 – 150’ con Sandra Huller, Swann Arlaud
Lingua originale con sottotitoli
Palma d’oro al Festival di Cannes, Miglior film europeo European Film Award 2023, Golden Globe Miglior film straniero e miglior sceneggiatura
Daniel, 11 anni e pressoché non vedente, una mattina trova suo padre morto ai piedi dello chalet in cui vive assieme a lui e alla mamma, Sandra, una scrittrice di buona fama che diventerà imputata per l’omicidio del marito. Il bambino dovrà affrontare un dilemma morale essendo l’unico testimone.
Sfaccettato e pieno di colpi di scena come un thriller hitchcockiano, di cui in qualche modo porta con sé la precisione di regia e l’eleganza formale. Anatomia di una caduta della francese Justine Triet, Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes, è allo stesso tempo un film giallo, intimista e processuale. Un’opera di alto livello sull’ambiguità del reale, intrisa però di uno sguardo e di un vero sentire umano.

Martedì 23 gennaio 2024 ore 18.30
Cinema Astra – Prime visioni
IL FARAONE, IL SELVAGGIO E LA PRINCIPESSA

di Michel Ocelot – Francia, 2022 – 83’
Nel Medioevo francese, un misterioso ragazzo selvaggio ruba ai ricchi per dare ai poveri. Nella Turchia del XVIII secolo, un principe che cucina meravigliose frittelle e la principessa delle rose fuggono dal palazzo per vivere il loro amore. «Ocelot ci invita a sederci, ammirare e ascoltare un racconto di sagome in movimento. Che si tratti di silhouette, antichi geroglifici, miniature medievali o fiabeschi disegni arabeggianti, poco importa. Ciò che conta è che la tecnica animata possa donare movimento laddove, razionalmente, il movimento non potrebbe esserci. La fede per l’animazione diventa, quindi, animazione della fede» (Simone Soranna, «Cineforum»).

Martedì 23 gennaio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Il Cinema Ritrovato
THE DREAMERS

di Bernardo Bertolucci – Francia/Italia, 2003 – 115’ con Eva Green, Michael Pitt, Louis Garrell
Lingua originale con sottotitoli
Struggente ritratto di giovinezza cinefila firmato da Bernardo Bertolucci. Sullo sfondo della Parigi sessantottina, tre ventenni (Louis Garrel, Eva Green e Michael Pitt), voraci di film e di vita, imparano ad amare seguendo l’esempio dei grandi capolavori della storia del cinema. L’atto del citare è il contrario della sterilità e dell’inautenticità: ha la stessa dignità di un’educazione sentimentale.
«Noi dicevamo spesso che avremmo voluto dare una macchina da presa a chiunque. Io lo penso ancora, così ognuno potrebbe raccontare il proprio, di Sessantotto. […] Il film è diretto più ai giovani, che allora non c’erano. Vorrei avere una macchina del tempo per poterli condurre in quell’epoca. Io non sono interessato ai film prettamente storici, non avevo intenzione di fare un docudrama: volevo, piuttosto, dare vita a un contagio e dire ai ragazzi di oggi che, se era giusto ribellarsi allora, lo è anche adesso. Nel film, la politica viene dopo la libertà e il sesso perché il ‘68 non era solo politica» (Bernardo Bertolucci).

Martedì 30 gennaio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Prime visioni
ADAGIO

di Stefano Sollima – Italia, 2022 – 127′ con Toni Servillo, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea
In Adagio Roma sta bruciando ed è falcidiata da continui blackout. Manuel, sedicenne che ha solo due cose di proprietà, il motorino e le cuffie per spararsi nelle orecchie la trap, è in fuga da una squadra di carabinieri corrotti, che l’ha incastrato per un reato minore ma scottante e ora lo vuole utilizzare per ottenere le prove nei confronti di un importante politico, a proprio agio in festini equivoci
«Sollima, già regista di ACAB e Suburra conosce la sua città e allo stesso tempo conosce i codici del noir e del poliziesco, e sa come muoversi tra i bassifondi.
Innervato dalle convincenti interpretazioni di un cast di stelle dell’industria nostrana (Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Adriano Giannini), Adagio è un bel noir metropolitano, secco ed emozionante, in grado di cogliere la verità intima e putrescente della Città Eterna». (Raffaele Maele, «Quinlan»)

Martedì 6 febbraio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Prime visioni
PALAZZINA LAF

di Michele Riondino – Italia, 2023 – 99’ con Michele Riondino, Elio Germano
«In Palazzina LAF, esordio alla regia di Michele Riondino (tarantino di nascita e ai tempi degli eventi raccontati dal film nemmeno ventenne), ci sono una rabbia, una foga, un senso d’ingiustizia e insieme di rivalsa che fanno del film un oggetto piuttosto singolare. Un film sull’Ilva del Gruppo Riva, ambientato a metà anni ’90, durante la stagione dello smantellamento della più grande acciaieria d’Europa: dunque un film sul mondo operaio, sulla sua crisi e la sua fine, osservate dalla prospettiva distorta e illusoria di un traditore, naturalmente nel nome di Elio Petri e nel solco del destino di una classe operaia che questa volta va letteralmente in paradiso, salvo scoprire che si tratta, se non proprio di un inferno, sicuramente di un purgatorio» (Roberto Manasseron, «Cineforum»).

Martedì 13 febbraio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Il Cinema Ritrovato
LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO

di François Truffaut – Francia, 1981 – 106’ con Gérard Depardieu, Fanny Ardant
Lingua originale con sottotitoli
Mathilde, dal nome stendhaliano, ritrova sette anni dopo l’uomo che aveva amato fin quasi a soccombere: entrambi vivono in belle case vicine, dentro simili vite serene, eppure l’incontro sarà fatale. «Spero che il pubblico non prenda parte, che li ami entrambi come li amo io»: ma come sempre per Truffaut, anche questa è storia di uno squilibrio passionale, e pur nella tragedia che accomuna, la disfatta (amorosa) è della donna. Frasi che nessuno ha dimenticato: «Le canzonette dicono la verità, e più sono stupide più dicono la verità» e «Né con te né senza di te», esergo ed epitaffio.

Martedì 20 febbraio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Prime visioni
IL MAESTRO GIARDINIERE

di Paul Schrader – Usa, 2022 – 111’ con Joel Edgerton, Sigourney Weaver
Lingua originale con sottotitoli
Narvel Roth è un esperto orticolturista incaricato del mantenimento dei giardini di una tenuta sudista appartenente alla ricca vedova Norma Haverhill. Quando quest’ultima gli affida la giovane nipote Maya, orfana e arrivata alla tenuta per sfuggire a una storia di droga, rischia di far riemergere il passato violento che Narvel ha cercato per tutti quegli anni di lasciarsi alle spalle.
«Pur muovendosi con ostinata fiducia nelle riconoscibilissime costanti narrative ed estetiche del cinema di Schrader, Il maestro giardiniere riesce ancora a farci percepire istanze, sentimenti e desideri dei personaggi come fosse la prima volta. Lasciandoci sulle soglie di un finale ossessivamente ripetuto, eppure sempre bellissimo e travolgente per tensione etica e potenza emotiva» (Pietro Masciullo, «Sentieri Selvaggi»).

Martedì 27 febbraio 2024 ore 21.00
Cinema Astra – Il Cinema Ritrovato
VIAGGIO A TOKYO

di Yasujirō Ozu – Giappone, 1953 – 136’ con Chishū Ryū, Chieko Higashiyama
Lingua originale con sottotitoli
Ancora oggi il più famoso film di Ozu, estremamente raffinato sul piano visuale, è la cronaca venata di amarezza del viaggio di un’anziana coppia che per la prima volta fa visita ai figli sposati nella metropoli nipponica. Nonostante tutte le dichiarazioni d’affetto, i figli non hanno tempo né troppa voglia di occuparsi dei due anziani; solo la nuora, moglie di un terzo figlio disperso in guerra, sarà veramente vicina a loro.
«Non siamo più abituati a vedere un flusso di immagini che, una dopo l’altra, non hanno niente da nascondere, non celano neanche un “retroscena”, ma intendono dire solo ciò che ci mostrano, e non vogliono nemmeno far credere di avere un significato in più. Siamo abituati a sviluppare per riflesso automatico una sorta di distanza ironica fra noi e gli eventi sullo schermo, ma nei film di Ozu non ci sono appigli per l’ironia o l’astrazione. Al contrario: essi ci chiedono di rinunciare alle nostre aspettative e ai nostri pregiudizi e soprattutto di rivedere la nostra posizione» (Wim Wenders)

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