Al Cinema: Lucca

Bosnia e fuorilegge. Le due prime visioni da non perdere di questa settimana

Martedì 27 settembre 2011 ore 21.30

Prime visioni

CIRKUS COLUMBIA

di Denis Tanovic – Bosnia 2011 – 113’

con Miki Manojlovic, Boris Ler

Tanovic dieci anni fa ha raccontato l’intero conflitto jugoslavo nei pochi metri quadrati di una striscia di No man’s land. Ora, nel microcosmo di un villaggio bosniaco, racconta lo spaesamento di una nazione alle porte della guerra. È il 1991 e la Croazia si è appena proclamata indipendente, ma alle bombe non ci si crede e la frantumazione del Paese è ancora assurda. A portare scompiglio, più dei bombardamenti, è l’arrivo di Divko, che dopo due decenni torna in patria con una macchina di lusso, una montagna di marchi tedeschi e un’appariscente fidanzata. Tanovic mette in scena, in miracoloso equilibrio fra dramma e commedia, il mondo prima: quello dell’innocenza, del cielo azzurro e dei bagni al fiume. Quello dell’adolescenza di Martin, figlio dei due protagonisti e simbolo della lacerazione imminente del Paese: conteso fra gli opposti e testardi genitori, diviso tra l’amore per il suo villaggio e il sogno dell’America, sconcertato dalla perdita del migliore amico, che da un giorno all’altro si arruola nelle milizie croate e diviene nemico. La fine è nell’aria, per quanto tersa. (Ilaria Feole, Film Tv)

 

Mercoledì 28 settembre 2011 ore 21.30

Prime visioni

BRONSON

di Nicolas Winding Refn, GB 2010 – 92’

con Tom Hardy, Katy Barker

Delirante, narcisistico, megalomane, violentemente poetico. Parliamo del film, del suo autore, e, in maniera non casuale, anche del personaggio di cui si narra all’interno di quella che potremmo definire una bizzarra e metaforica pseudo-biografia. Bronson è infatti un’opera che esalta con lucidità, freddezza e ironia la vicenda umana del criminale britannico più famoso del mondo conosciuto con il nome d’arte di Charles Bronson. Trentaquattro anni in gabbia senza avere mai ucciso nessuno. Imprigionato per piccoli reati, ha sempre rilanciato picchiando i secondini, incendiando le celle, prendendo ostaggi, tentando evasioni, fino a sommare condanne come neppure un terrorista.

Dietro la macchina da presa Nicolas Winding Refn, fino a pochi mesi fa sottovalutato regista danese che ha dato una svolta alla sua carriera dopo il trionfo all’ultimo Festival di Cannes con il suo Drive (vincitore del premio per la Migliore Regia), una vittoria importante che ha spalancato la strada all’uscita in sala di diversi suoi film, rimasti inspiegabilmente fuori dai circuiti commerciali. Da non perdere.

Ezechiele

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